Sicurezza sul lavoro, De Simone: “Meno burocrazia per avere tutele reali e adempimenti più chiari”

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“Più sostanza e meno forma, ma soprattutto più semplificazione e meno burocrazia”. Il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro – oggetto nei giorni scorsi di un incontro al Ministero del Lavoro tra le associazioni di categoria come Confartigianato e i ministri Nunzia Catalfo (Lavoro) e Roberto Speranza (Salute) – deve passare attraverso una diminuzione sensibile dell’attuale eccessiva complessità degli adempimenti previsti dalla normativa di riferimento. Ne è convinto il segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone, che ribadisce l’impegno dell’associazione viterbese a promuovere soluzioni di prevenzione efficaci e condivise fra datori di lavoro e lavoratori,

“Confartigianato è da sempre in prima linea non solo nell’offerta dei servizi alle imprese per la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro – spiega –, ma è anche e soprattutto impegnata a divulgare la cultura della legalità e del valore della sicurezza stessa tra le imprese associate. Consideriamo le nostre aziende come grandi famiglie, dove i datori di lavoro e i dipendenti lavorano giorno dopo giorno fianco a fianco, correndo spesso gli stessi rischi, pertanto siamo convinti che sia necessario non abbassare mai la guardia sull’incentivazione di comportamenti di prevenzione più consapevoli”.

“Tuttavia, come ribadito da Confartigianato nell’incontro al ministero, ciò non può bastare se non si allentano le maglie di una burocrazia troppo opprimente – aggiunge -, retta da un apparato sanzionatorio esageratamente articolato ed estremamente punitivo. Sono le imprese stesse a voler essere in regola con la normativa vigente, non c’è da parte del mondo del lavoro la volontà di sottrarsi alla prevenzione e alla tutela della sicurezza. Però le prescrizioni di legge devono essere più chiare e prevedere iter più snelli, perché è solo con una minore e spesso inutile trafila burocrazia che si garantisce davvero chi lavora”.

“Come Confartigianato non possiamo non chiedere, pertanto, una revisione del decreto legislativo 81/2008 – conclude De Simone -, per permettere alle imprese di privilegiare gli adempimenti sostanziali e non meramente formali, per garantire loro maggiore certezza sulla corretta interpretazione delle norme e per sostenerle in maniera più incisiva nella fondamentale attività di prevenzione”.

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