Durante l’emergenza Covid-19 il 25% delle MPI realizza interventi di solidarietà.

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Tra i segni distintivi delle imprese ‘a valore artigiano’ sono di particolare significato il radicamento nel territorio, l’offerta di beni e servizi di utilità sociale, l’integrazione sociale e gli atteggiamenti di mutualità e sussidiarietà. Queste caratteristiche della micro e piccola impresa solidale sono emerse distintamente anche nel corso della crisi Covid-19, mettendo in luce una stretta connessione del sistema delle micro e piccole imprese con il territorio in cui operano, come evidenziato dall’analisi dei risultati della survey condotta a giugno su oltre 3 mila imprese del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi non commerciali.

Nel dettaglio si è rilevato che il 24,5% delle micro e piccole imprese, seppur in situazione di difficoltà nel corso dell’emergenza sanitaria, con il fatturato in caduta libera tra marzo e maggio, si è attivato per supportare la comunità in cui vivono e operano. Di queste imprese, il 28,6% ha partecipato a iniziative per sostenere fasce di popolazione più deboli, il 25,6% ha donato dispositivi di protezione, il 17,6% ha donato prodotti/servizi dell’impresa, il 14,8% ha organizzato una raccolta fondi per ospedali/protezione civile della sua zona, il 13,2% ha partecipato ad iniziative promosse dell’associazione (es. donazione di respiratori agli ospedali), e l’11,5% ha contribuito alla realizzazione di strutture sanitarie per affrontare l’emergenza. A queste si aggiunge un 20,3% di MPI che  ha realizzato altri interventi e che, nel dettaglio: hanno realizzato donazioni ad ospedali, protezione civile, Croce rossa, Regione e onlus, si sono resi disponibili per interventi su pubbliche strutture ospedaliere e di primo soccorso, hanno partecipato alla distribuzione di alimenti al banco alimentare; hanno donato tessuto per mascherine al comune, hanno effettuato la produzione di valvole dei respiratori attraverso la stampa 3d, hanno proposto riparazione per veicoli di soccorso senza imporre costi di mano d’opera, hanno realizzato mascherine e dispositivi di protezione per la protezione civile e il comune e hanno offerto servizi di pulizia agli ospedali effettuando ritiro, sanifica e riconsegna di strumenti e ossigenatori a titolo volontario.

Al di là dell’emergenza, l’orientamento sociale del sistema delle piccole imprese italiane è un fattore strutturale, come si evidenzia nell’analisi dei risultati recentemente resi disponibili dall’Istat dell’indagine del Censimento permanente delle imprese, basata su un campione di circa 280 mila imprese con 3 e più addetti, rappresentative di un universo di poco più di un milione di unità, con rilevazione condotta tra maggio e ottobre del 2019 con il 2018 come anno di riferimento dei dati acquisiti dalle imprese.

In condizioni normali, al di fuori dell’emergenza, il vettore più rilevante di connessione delle micro e piccole imprese con il territorio è lo sport: le azioni realizzate per il benessere del territorio più diffuse sono, infatti, quelle sportive, che interessano il 26,3% delle imprese attive con iniziative di tipo collettivo sul territorio; una ampia rilevanza si registra anche per le iniziative umanitarie (23,8%), culturali (21,4%) e di contrasto alla povertà o al disagio sociale (17,5%). Quote significative di MPI realizzano iniziative in campo socio-assistenziale (12,6%), di rigenerazione urbana e/o territoriale (10,1%) sanitarie (10,0%) e a sostegno ad attività scientifiche e formative generali (8,4%).

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