FISCO – “Allineare il calendario gregoriano a quello fiscale”: il direttore dell’Agenzia delle Entrate incontra Confartigianato

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Le ipotesi di riforma fiscale allo studio del Governo sono state al centro del confronto, svoltosi ieri a Roma presso la sede confederale, tra il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini e la giunta esecutiva di Confartigianato. Ruffini, che era accompagnato dal vice direttore dell’Agenzia delle entrate Paolo Savini, ha tenuto ad indicare negli artigiani e nei piccoli imprenditori protagonisti del tessuto produttivo del Paese e tra gli interlocutori principali del confronto con le istituzioni.

“L’Agenzia delle Entrate – ha detto – ha il dovere di non costituire un freno, una zavorra per il vostro lavoro. Siamo impegnati in questa direzione, disponibili a raccogliere le vostre indicazioni. Negli anni, questo metodo di confronto ha dato risultati”.  Sollecitato dalle domande poste dal presidente Giorgio Merletti, dal segretario generale Cesare Fumagalli e dai rappresentanti della giunta esecutiva di Confartigianato, il direttore Ruffini, nel ribadire che le scelte di politica fiscale sono del Governo, ha comunque sottolineato la necessità di ridurre la pressione fiscale. Un obiettivo che, a suo giudizio, può essere raggiunto soltanto recuperando risorse dalla lotta all’evasione fiscale. E ha aggiunto: “Nessuna dicotomia, nessuna disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti e autonomi. L’obiettivo comune dell’Agenzia e dei contribuenti deve essere l’utilizzo virtuoso dei dati per evitare e ridurre il numero degli adempimenti”.

Ruffini è poi tornato sulla proposta lanciata nei giorni scorsi di introdurre versamenti mensili al posto della liquidazione annuale delle imposte sui redditi. “Una proposta – ha chiarito Ruffini – che nasce per allineare il calendario gregoriano a quello fiscale. Una sfida per semplificare la vita dei contribuenti e che può essere affrontata perché la tecnologia lo rende oggi possibile e che andrebbe collegata con l’applicazione del regime di cassa per evitare un appesantimento fiscale”.

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