Qualificazione degli installatori di impianti a fonti rinnovabili, Confartigianato chiede un tavolo di confronto al Mise

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Un tavolo di confronto sulla qualificazione di installatore di impianti a fonti rinnovabili, introdotta dal Dlgs 28/2011. Lo ha sollecitato Confartigianato Impianti con una lettera inviata dal Presidente Claudio Pavan al Ministero dello Sviluppo Economico.

L’iniziativa, condivisa con Cna Impianti, ha l’obiettivo di affrontare le numerose criticità che ostacolano l’attività delle imprese, nonostante la norma sia in vigore da numerosi anni. Tra gli aspetti segnalati all’attenzione del Ministero vi sono la definizione del percorso formativo e di aggiornamento previsto dalla norma che, attuato nel pieno rispetto delle competenze legislative e nonostante l’impegno della Conferenza Stato Regioni, è stato recepito in modo disomogeneo nel territorio nazionale. Ne è derivata,  ancora una volta, una situazione di disparità tra gli operatori economici che, pur riconoscendo il valore della formazione, in assenza di controlli e di una norma che preveda la pubblicità dell’assolvimento di tale adempimento (iscrizione in visura camerale), hanno difficoltà a lavorare.

L’occasione per risolvere questi problemi potrebbe essere il recepimento della nuova direttiva sulle fonti rinnovabili. Confartigianato e Cna hanno chiesto quindi un tavolo di lavoro per costruire una nuova disposizione normativa che meglio contemperi le esigenze del mercato e il raggiungimento degli obiettivi vincolanti posti dalla Commissione Europea.

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