“Il bonus ristrutturazioni va cambiato, così com’è attualmente esclude pmi e artigiani dal mercato”

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“Il bonus ristrutturazioni ha sicuramente la finalità positiva di un investimento all’edilizia, ma così è stato concepito e così è in vigore oggi risciò di correre fuori dal mercato gli artigiani e le piccole e medie imprese”. Così il segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone, sul bonus ristrutturazioni inserito nel Decreto Crescita, come previsto per il trattamento economico, spalmata in cinque anni.

“Non è pensabile che siano i piccoli fornitori a portare il peso della manovra – incalza -, le pmi non sono nelle condizioni di poter anticipare la liquidità necessaria ad integrare lo sconto. Molte di esse, peraltro, non sono neanche una sufficiente capienza fiscale per compensare il credito di imposta. Il cittadino che opera la ristrutturazione è, infatti, un mio lavoro da solista la metà dell’importo, il mio dovere incassare sotto forma di detrazioni fiscali, nei prossimi anni “. Toppi, per le pmi italiane. “I tempi sono duri per tutti, ma le imprese più grandi sono anche di reggere l’urto – aggiunge De Simone -, anticipando le spese per i lavori e attendendo che le spettanze corrisposte sotto forma di sgravio fiscale. Ma le piccole e medie imprese no, non se lo possono comprendere. Questo rischia di capire un forte squilibrio ai danni delle pmi e degli artigiani, che, vale la pena ricordarlo, in Italia sta più del 90% del tessuto imprenditoriale del Paese “.

Confartigianato chiede un cambio di rotta, vieni ribadito di recente anche dai vertici nazionali dell’associazione. “Non è così che il Governo può pensare di far ripartire l’economia – conclude il segretario -, è necessario rivedere la norma in tempi brevi e cambiarla tenendo conto delle esigenze di micro e piccole imprese e artigiani”.

 

(Foto Tusciaweb)

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