IL SISTEMA CONFARTIGIANATO

Per riuscire a promuovere in modo efficace la crescita economica degli artigiani e delle piccole e medie imprese, Confartigianato imprese di Viterbo ha creato nel corso degli anni un vero e proprio sistema in grado di rispondere a quelle che sono le loro esigenze. Un sistema di persone che lavorano ogni giorno per essere il partner strategico di tutti gli associati.
Per quanto riguarda l’attività politico-sindacale a favore delle imprese associate viene attuate su tre livelli in relazione alla natura ed alla dimensione delle problematiche da risolvere e delle opportunità da cogliere: il livello associativo territoriale, tramite il quale la progettualità associativa mira alla tutela ed alla rappresentanza degli interessi generali delle imprese, insediate nei Comuni del territorio; il livello delle categorie che, tramite un’aggregazione verticale delle imprese associate operanti nel medesimo settore, consente alla Confartigianato di sviluppare politiche mirate e armoniche alle esigenze di sviluppo delle diverse tipologie di aziende; il livello dei movimenti che permette di avere all’Associazione una capacità di lettura delle esigenze e degli obiettivi aziendali rapportati anche alla condizione personale dell’imprenditore (Giovani Imprenditori e Donne Impresa).

Un ruolo strategico all’interno del Sistema Associativo è svolto dall’area Confartigianato Persone che ha al centro delle proprie attività le persone e le famiglie attraverso diverse realtà (CAAF, Patronato INAPA, ANAP e ANCOS).

Nel tempo, alla tradizionale attività sindacale, l’Associazione ha affiancato l’erogazione di servizi di tipo tecnico-consulenziale in diversi settori per supportare le aziende associate, attraverso la società Confartigianato Servizi Viterbo Srl.

Tutti i servizi di supporto nell’accesso al credito sono svolti dalla Cooperativa Artigiana di Garanzia, Fidimpresa Viterbo.

L’Artigiano


L’imprenditore artigiano rientra nella categoria del lavoratore autonomo, inteso come colui che esercita – personalmente, professionalmente e in qualità di titolare – l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità, con i relativi oneri e rischi, e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.
La figura dell’artigiano è disciplinata dalla legge 443 del 1985, che delega alle Regioni, in base a quanto previsto dall’articolo 117, 1° comma, della Costituzione, l’emanazione di provvedimenti finalizzati alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali, con particolare riferimento alle agevolazioni di accesso al credito, alla ricerca applicata e, infine, alla formazione professionale.
È considerata artigiana l’impresa in cui l’attività viene esercitata dall’imprenditore artigiano, avente per scopo prevalente la produzione di beni, anche semilavorati, o di servizi (articolo 3, comma 1, della legge 443/1985). L’impresa artigiana può essere costituita ed esercitata in forma di società, anche cooperativa, escluse le società per azioni e in accomandita per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci svolga prevalentemente lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che il lavoro prevalga sul capitale.
L’attività imprenditoriale artigiana potrà svolgersi in luogo fisso, presso l’abitazione dell’imprenditore oppure di uno dei soci, in appositi locali o in altra sede scelta dal committente o, ancora, in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, l’imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana.
L’assicurazione per gli imprenditori artigiani, inizialmente nata contro la malattia, dal 1959 (legge 463/59) è diventata obbligatoria anche per la pensione, mediante l’istituzione, presso l’Inps, della gestione speciale per l’assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti. Ai fini pensionistici dovranno essere iscritti alla gestione speciale: i titolari delle imprese artigiane; i contitolari delle imprese familiari; i familiari coadiuvanti.